IL TERRITORIO


Il territorio comunale di Garda non è molto esteso, ma vanta una notevole ricchezza di scenari paesaggistici, di memorie storiche, di beni artistici: dai boschi mediterranei agli oliveti, dalle acque azzurre del golfo all'incanto di punta San Vigilio, dalle chiesette alle ville nobiliari, dai ricordi della Serenissima alle testimonianza dell'epoca romana.
Il territorio comunale di Garda è uno dei più piccoli d'Italia, ma è ricco come pochi altri di attrattive turistiche, storiche ed ambientali.
Su tre lati, a chiudere un verde catino, i colli. Davanti la tazza azzurra del lago che forma un golfo di sogno. Garda è li, in un fazzoletto di terra, con l'antico borgo raccolto fra le due porte dell'ormai scomparsa cinta muraria ed il porto colmo di barche di pescatori. Da una parte, a meridione, il golfo è chiuso dall'arcigno profilo della Rocca, che fa da confine con Bardolino. A settentrione, verso Torri del Benaco, c'è invece il monte Luppia, che si tuffa pigramente nel Benaco, ultima propaggine del monte Baldo, a generare un piccolo gioiello: punta San Vigilio, immortalata ogni anno da migliaia e migliaia di macchine fotografiche. Dietro, alle spalle del paese, ci sono i colli di Costermano. Dicono siano sette, come quelli di Roma. E qualcuno pretende che anche il nome di quel comune sappia di romanità: deriverebbe', sostengono taluni, da Castra Romana. Tant'è che sullo stemma municipale della romanità hanno posto le insegne. Ma è una pia illusione. Da lassù, dalle calme colline di Costermano, si offre allo sguardo l'insieme magico del golfo di Garda. Ed il Luppia a qualche fantasioso artista è apparso come un alligatore che sta acquattato nel lago.
Garda è situata Garda proprio alla metà della riviera orientale del Benaco, in giurisdizione veneta e veronese. È luogo di confine fra il Garda della vigna, a sud, e quello dell'ulivo, a nord. È qui che si esauriscono gli estesi, floridi vigneti del Bardolino e prende avvio il mondo dell'oliveto, che s'inerpica sui rilievi rocciosi a contendere suolo al bosco. Col pesce, l'olio e il vino costituiscono la base della cucina locale

LA FLORA


Il Garda è una specie di isola mediterranea ai piedi delle Alpi. A Garda, in particolare, i colli sono coperti dalla "macchia mediterranea": crescono spontanei il leccio, l'erica, il terebinto, la fillirea, il carpino nero, la roverella. Olivi e vigne offrono un delicato olio e dei celebri vini. E in collina c'è una rarità assoluta: la gypsophila papillosa.
Da decenni, Garda è uno dei più noti centri turistici italiani. L'ambiente naturale, splendido, aiuta la promozione turistica. Del resto, è difficile resistere alla seducente immagine del golfo di Garda ripreso dall'alto della Rocca, al fascino della Baia delle Sirene al tramonto.
I boschi del Monte Luppia e della Rocca, i colli che chiudono a nord e a sud il golfo di Garda, sono caratterizzati dalla presenza della cosiddetta "macchia mediterranea", un variegato insieme di specie vegetali che formano proprio una sorta di isola mediterranea a pochi passi dalle vette alpine: crescono spontanei il leccio, l'erica arborea, il terebinto, la fillirea, il carpino nero, la roverella.
Abbonda l'olivo, che dà ottimi frutti ed un olio extravergine delicatissimo, che ha ottenuto il marchio dop europeo. Ovunque, nei giardini, fioriscono gli oleandri, le yucche, le agavi, le palme. La vigna offre grappoli che fanno nascere vini eccellenti: questa è zona di produzione del celebre vino Bardolino. I cipressi, i "foschi, grandi cipressi" cantati da un poeta dell'Ottocento, Cesare Betteloni, svettano alti. E l'aria, assicurava nel 1822 un altro poeta, Cesare Arici, odora dei profumi che le han dato "il fior del cedro e il casto lauro". Qui è la terra, per dirla con Göethe, "dove fioriscono i limoni", che danno frutto.
Qui e là c'è anche qualche orchidea, e poi in una località dei primi rilievi collinari, i Campiani, fiorisce una vera rarità botanica. Si chiama gypsophila papillosa, che cresce esclusivamente in questo angolo del territorio di Garda. Venne scoperta nel 1902 da un botanico, il Rigo, che subito non ne capì l'esclusività, tant'è che l'identificò con la pur poco diffusa gypsophila fastigata, già rintracciata nell'Europa centrale ed orientale. Un altro studioso, il Porta, propose l'ipotesi che quella di Garda fosse una specie del tutto nuova, mai conosciuta al mondo. La battezzò gypsophila papillosa Porta. Per usare un facile gioco di parole si può dire che quello è davvero il fiore all'occhiello di Garda. Anche se, in realtà, si tratta di un fiorellino poco appariscente. "Il fiore di piccole dimensioni e piuttosto insignificante - ha scritto Francesco Bianchini - non attira certamente i consueti predatori di vegetali di buon pregio ornamentale". Meglio così. I pochi cespugli della gypsophila gardesana non verranno deturpati da gitanti domenicali a caccia di un mazzolin di fiori da far appassire nel caldo delle autovetture sulle vie del ritorno.

IL PESCE


Garda è il paese lacustre che vanta la più importante tradizione nella pesca professionale. Nella cittadina opera un'importante Cooperativa tra Pescatori. Fra le specie più pescate vi sono il raro carpione, la splendida trota, il delicato lavarello, la sapida sardella, l'anguilla, il luccio, la tinca, la carpa, l'alborella, il cavedano.
Andate sul porto di Garda la mattina presto: vedrete tornare i pescatori con le loro piccole barche a motore: qui le chiamano gondole . Pesce freschissimo, base della cucina locale, lo si può acquistare presso la Cooperativa fra Pescatori di Garda, che raccoglie una ventina di pescatori professionisti. In vendita anche i pesci affumicati.
Le specie di pesci del lago di Garda sono più di trenta. Il carpione, la trota e il lavarello sono le più pregiate. Il carpione (carpioo in dialetto) è il re del lago. È un salmonide e vive esclusivamente nel lago di Garda. Le dimensioni raramente superano i 40 centimetri e il chilogrammo di peso. Le carni sono delicatissime. Nel lago sono poi presenti tre diverse trote: la lacustre, la fario e l'iridea. La prima è indigena e si riproduce; le altre due dipendono dai ripopolamenti effettuati. Le carni sono eccellenti. Il coregone lavarello (localmente lavarèl) è una specie immessa dall'uomo nel 1918. Le carni sono bianchissime, facilmente digeribili, quasi prive di spine, per nulla grasse.
Altre specie importanti sono l'agone, l'alborella, l'anguilla, il luccio, il persico, la tinca e il cavedano. L'agone, detto anche sardéna o sardèlla, ha costituito per secoli, insieme con l'alborella, la principale fonte di reddito e d'alimento per i pescatori del Garda prima dell'immissione del lavarello. Le sue carni sono molto saporite e un po' grasse. L'alborella, detta anche àola, è un piccolo pesce che popola in branchi le acque del lago. Utilizzata fresca, salata o seccata al sole, costituisce un piatto che non può essere trascurato da chi ama la buona cucina. L'anguilla assomiglia a un serpente. La carne è grassa ma saporitissima. Il luccio, predatore, conduce vita solitaria catturando i pesci con rapidi guizzi. Ha carni bianche, sode e compatte. Il persico reale vive in branchi presso piante acquatiche o rocce. Offre carni delicate, bianche e saporite. La tinca ha un corpo massiccio e tozzo. La bocca presenta un barbiglio per angolo. Ha carni tenere e saporite. Il cavedano, detto anche cavasì, è molto ricercato dal pescatore sportivo per le dimensioni e per la proverbiale astuzia e combattività. Ha carni bianche e gustose, che presentano però numerose spine, da eliminare con la filettatura o con la cottura in olio bollente.
Garda ha avuto due grandi ittiologi. Floreste Malfer scrisse negli anni Venti un libro fondamentale per la conoscenza del lago e della pesca: "Il Benaco". Malfer è ricordato da un busto nel giardinetto di fronte a villa degli Albertini, da una lapide sulla sua casa nella piazza del porto e dalle scuole elmentari, che gli sono state intitolate. Nato nel 1946, l'ittiologo Enzo Oppi è stato il prosecutore delle ricerche del Malfer. La morte l'ha strappato al Garda nel 1988, quando la sua opera stava assumendo valenza fondamentale. I suoi studi sono stati raccolti nel 1989 nel volume "Ricerche sui pesci del lago di Garda". Gli è stata intitolata una via nella parte collinare del paese.

IL VINO


Con quali vini si accompagna la cucina del lago di Garda? Non c'è che l'imbarazzo della scelta: è difficile trovare un'altra area che abbia una varietà di vini come quella del Garda: rossi leggeri fruttati oppure potenti e complessi, fragranti chiaretti dalle tonalità rosate, bianchi elegantissimi, spumanti, passiti da dessert.
Sul Garda è possibile bere vini locali con qualunque piatto, dall'antipasto al dessert. La produzione pè tanto ampia e variegata che ce n'è veramente per tutti i gusti.
Il Bardolino è l'emblema vinicolo della riviera orientale del Garda: è un vino rosso leggero e gradevolissimo, adatto ad accompagnare l'intero pasto, compresi i tipici piatti di pesce di lago. Si produce nella versione base, a denominazione d'origine controllata (doc), oppure in quella Superiore, a denominazione controllata e garantita (docg). Viene offerto anche nella tipologia Chiaretto, dall'affascinante colorazione rosata, oppure come Novello, in novembre.
Altro vino rosso leggero piuttosto interessante della riviera orientale è il Garda Corvina. Sempre nel campo dei vini rossi, la riviera occidentale propone buone bottiglie di Garda Classico Groppello, mentre sulle colline della provincia di Mantova più vicine al lago si produce un notevole Garda Merlot. Un'altra chance è offerta dal Valdadige Rosso, prodotto ai piedi del Monte Baldo, poco lontano dal lago di Garda. Eccellenti poi il Valdadige Terra dei Forti Enantio e l'antico Foja Tonda.
Nel campo dei rosati, oltre al Bardolino Chiaretto della riviera orientela (qualcuno lo propone anche in versione spumante), c'è l'ottimo Garda Classico Chiaretto sulla riviera occidentale.
Chi preferisce i vini bianchi, sulla riva orientale del lago trova il Bianco di Custoza e il Lugana, entrambi perfetti con il pesce quando sono giorvani, ma eccellenti in abbinamento persino con le carni crude (il carpaccio estivo) o con le carni bianche nella tipologia Superiore. Tutti e due esistono anche in versione spumante: sono ottimi come aperitivo. Altri notevoli vini bianchi sono il Garda Garganega, prodotto sulla riviera orientale, e poi il Garda Sauvignon e il Garda Riesling, entrambi provenienti dalle colline mantovane. Molto interessanti anche il Valdadige Chardonnay e il Valdadige Pinot Grigio.
Per concludere in bellezza, non mancano i vini da dessert. Se ne trovate qualche bottiglia, assaggiate il delizioso, ma purtroppo abbastanza raro San Martino della Battaglia liquoroso, prodotto in una piccolissima area della parte meridionale del lago. Altri notevoli passiti vengono prodotti nella zona del Bianco di Custoza, mentre a nord, fra il lago di Garda e il lago di Toblino, si beve l'altrettanto gradevole Vin Santo Trentino.

L' OLIO

Vigne ed olivi dominano il paesaggio della riviera del lago. L'olivo è signore del tratto settentrionale. La parte meridionale è il regno della vigna, qui e là inframmezzata dall'oliveto. Garda fa da punto di congiunzione fra la cultura dell'olio e quella del vino ed è sede del consorzio di tutela dell'olio extravergine d'oliva Garda dop.


Da quand'è che qui si coltiva l'olivo? Dall'età altomedievale, anche se qualche sporadico olivo doveva esserci già in epoca romana. Furono i grandi monasteri dell'epoca a favorirne ed incentivarne la coltura. Gli ordini religiosi avevano bisogno d'olio per l'illuminazione delle chiese e per i riti sacri, ma dal Mediterraneo non ne arrivava a sufficienza. Cominciarono così a far piantare olivi ovunque fosse possibile, e i laghi prealpini si mostrarono particolarmente adatti. "Garda deputavit ad olium" statuì nell'835 Wala, l'abate del potente monastero di San Colombano di Bobbio: è forse la data d'inizio dell'olivicoltura intensiva sulla riviera benacense.
L'olio extravergine d'oliva del Garda ha ora il marchio europeo dop (denominazione d'origine protetta). Il Consorzio di tutela dell'olio Garda dop ha sede a Garda.
Quello del Garda è un olio che si caratterizza per la straordinaria leggerezza, la facile digeribilità, i delicati toni fruttati: un gioiellino. Quand'è appena spremuto, la tradizione vuole che lo si provi sulla bruschetta oppure sulle patate lesse. Terzo test tradizionale: un'insalata di solo radicchio rosso di Verona condita con olio, aglio e un trito finissimo d'acciughe. In tavola accompagna tutta la cucina tipica del territorio.
Le varietà di olivo coltivate localmente sono la Casaliva o Drizzar, il Leccino, il Lezzo,il Favarol, il Rossanel, la Razza, il Fort, il Morcai, il Trepp, il Pendolino.
Il disciplinare di produzione dell'olio Garda dop prevede tre possibili menzioni geografiche aggiuntive: Orientale per le produzioni del Garda veronese e mantovano, Bresciano per la riviera occidentale e Trentino per l'extravergine prodotto nel tratto più a nord del lago. La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell'olio extravergine di oliva Garda Orientale dop comprende, in provincia di Verona, l'intero territorio dei comuni di Affi, Bardolino, Brenzone, Bussolengo, Caprino Veronese, Castelnuovo del Garda, Cavaion Veronese, Costermano, Garda, Lazise, Malcesine, Pastrengo, Peschiera del Garda, Rivoli Veronese, San Zeno di Montagna, Sommacampagna, Sona, Torri del Benaco, Valeggio sul Mincio, mentre in provincia di Mantova la produzione è limitata a Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Monzambano,Ponti sul Mincio, Solferino, Volta Mantovana. La zona di produzione dell'olio Garda Bresciano comprende, in provincia di Brescia, Botticino, Calvagese della Riviera,Desenzano del Garda, Gardone Riviera, Gargnano, Gavardo, Limone sul Garda,Lonato, Manerba del Garda, Moniga del Garda, Muscoline, Padenghe sul Garda,Paitone, Polpenazze del Garda, Pozzolengo, Puegnago del Garda, Roè Volciano, Salò,San Felice del Benaco, Serle, Sirmione, Soiano del Lago, Tignale, Toscolano Maderno,Tremosine, Villanuova sul Clisi, Vobarno. L'olio Garda Trentino dop viene dagli oliveti di Arco, Calavino, Cavedine, Drena, Dro, Lasino, Nago-Torbole, Padergnone,Riva del Garda, Tenno, Vezzano.

LA CUCINA


Il lago di Garda è uno dei territori italiani più interessanti per l'amante della buona tavola. La cucina di pesce offre decine di piatti di grande interesse. Nell'entroterra crescono asparagi, castagne, pesche, tartufi. Il paesaggio è dominato da olivi e vigne: sulla riviera si producono splendidi olii e celebri vini.
La cucina di Garda è soprattutto cucina di pesce. Dalle acque del lago provengono numerose varietà di pesce: dalle piccole alborelle al luccio, dal lavarello al rarissimo carpione, dalla "povera" sardella all'anguilla. Sono fortunatamente sempre più numerosi i ristoranti che valorizzano i tipici pesci del Garda e la cucina tradizionale del lago: oggi non è più così difficile trovare i "bigoi co le aole" (spaghetti con una salsa di alborelle salate) o le "sardene en saor" (sardelle fritte e quindi marinate con cipolla ed aceto). Il "risotto con la tinca" è uno dei piatti più apprezzati dai conoscitori della tipica cucina dei pescatori. Il "luccio in salsa" (luccio lessato e quindi insaporito con olio, acciughe e cannella) è un antipasto molto popolare. Sulla griglia vengono cucinati il lavarello, le sardelle e le anguille, oltre al raro carpione: se lo trovate, non lasciatevi sfuggire l'occasione di assaggiarlo, condito soltanto da un filo d'olio. Le alborelle fritte sono splendide. Qualche ristorante propone anche un'eccellente zuppa di pesce di lago.
La cucina del Garda non è tuttavia soltanto legata al pesce. Pochi sanno ad esempio che sulle riviere nascono i tartufi: ce ne sono soprattutto sul Monte Baldo e in Valtenesi. Oltre che per insaporire piatti di carne, i tartufi neri, sia estivi che invernali, vengono utilizzati per condire risotti e tagliatelle: non è difficile trovare ristoranti e trattorie che li propongano nei loro menù. A Valeggio, a sud del lago di Garda, è d'obbligo assaggiare i piccoli, celebri tortellini locali. Salendo invece a nord, nella zona di Riva ed Arco troviamo la "carne salada" (carne di manzo in salamoia) da gustare cruda, oppure scottata sulla piastra. Il "monumento" della cucina della riviera occidentale del lago di Garda è invece lo "spiedo alla bresciana": carni di vario tipo (manzo, maiale, coniglio, pollo) cotte insieme lentissimamente allo spiedo. Chi frequenta il Garda fuori del periodo estivo, sa poi che dalle colline moreniche di Rivoli e Cavaion Veronese provengono ottimi asparagi bianchi, da gustare in primavera, mentre a San Zeno di Montagna vengono prodotte dolcissime castagne (o meglio, marroni), utilizzate anche per preparare una gustosissima zuppa invernale.
E per dessert? A Garda provate i sanvigilini, dolcetti di pastafrolla e uva passa. Sono stati creati alla Locanda di punta San Vigilio in occasione del soggiorno di Wiston Churchill. Nei pressi del lago maturano inoltre profumatissime pesche: assaggiatele tagliate a fette e condite con vino bianco e limone. Ottime anche le pesche sciroppate servite da varie trattorie nella zona di Valeggio e Sommacampagna.
Ovvio che con la cucina gardesana sono d'obbligo i vini e l'olio extravergine della riviera.

LE PASSEGGIATE


Sono numerose e di varia difficoltà le passeggiate da compiere nel territorio di Garda. La più agevole è quella che conduce lungo la spiaggia sino a punta San Vigilio. Spettacolari sotto il profilo naturalistico gli itinerari che salgono alla Rocca e al Monte Luppia. Un sentiero salute attrezzato attraversa tutta la Val dei Molini.


Anche se il territorio comunale di Garda è piuttosto piccolo, sono numerose le chance offerte per chi ama effettuare passeggiate in mezzo al verde.
Un primo itinerario quasi d'obbligo, della lunghezza di circa un chilometro e mezzo, è quello che dal paese porta, sempre lungo la spiaggia, sino a punta San Vigilio.
Un'altra interessante proposta è la salita alla Rocca. La si può effettuare attarverso due diversi itinerari iniziali, entrambi comunque con partenza dalla chiesa parrocchiale. A destra della chiesa, si imbocca il vicolo che conduce alla località Canevini Bassi, e da qui si sale lungo la gradinata che conduce alla collinetta della Madonna del Pign, la statua della Vergine eretta dai gardesani immediatamente dopo la seconda guerra mondiale come ex voto per il mancato bombardamento del paese. Da qui, si prosegue lungo il sentiero in salita che, in mezzo alla caratteristica macchia mediterranea porta sino al cosiddetto Caval della Rocca, un avvallamento fra le due cime del colle. Prendendo il sentiero di destra, si giunge in pochissimo tempo sulla sommità della Rocca Vecchia, da dove si ammira uno spettacolare panorama su Garda e su Bardolino. Chi vuole, può iniziare l'ascesa anche alla sinistra della parrocchiale, imboccando quindi via degli Alpini e giungendo nei pressi della Madonna del Pign, da dove si prosegue secondo l'itinerario già descritto.
Chi ama percorsi più lunghi, può ritornare dalla Rocca Vecchia al Caval della Rocca e da qui continuare in direzione dell'Istituto salesiano Tusini (da vedere la chiesa) per poi dirigersi verso l'Eremo camaldolese. Dall'Eremo, si può ridiscendere a Garda attraverso un sentiero nei boschi da imboccare in prossimità di un ristorante: conduce sino alla chiesetta di San Bernardo e da qui a Garda. Oppure scendere a Bardolino lungo la strada asfaltata di San Colombano, tornando quindi a Garda lungo la spiaggia.
Altro percorso di grande fascino è quello della Val dei Molini. La paseggiata prende avvio nel punto in cui la strada per Costermano interseca il letto del torrente Tesina. Ci si immerge in una valle scavata dal piccolo corso d'acqua nei secoli. Numerose le attrattive naturalistiche e geologiche, ma anche storiche e architettoniche, come i resti degli antichi mulini che hanno dato nome alla località. Risalendo la valle, dopo aver attraversato un antico ponte in pietra, si sale verso Castion, oppure verso Campagnola e Marciaga, per poi ridiscendere verso Garda. L'itinerario della Val dei Molini è anche attrezzato come sentiero salute.
Un ulteriore tracciato è quello che, partendo nei pressi di località Scaveaghe, conduce lungo una strada sterrata sino a località Castei, e da qui, in mezzo ai boschi, sino al Monte Luppia. 

LA MOUNTAIN BIKE


Il territorio di Garda è ideale per gli appassionati della mountain bike. Addirittura, il comune è attraversato da un percorso ideato dalla due volta campionessa olimpica della specialità Paola Pezzo. Ed è alla stessa atleta che è intitolata una delle più importanti manifestazioni sportive della località rivierasca: la Gran Fondo Paola Pezzo.


Il successo delle varie edizioni della Gran Fondo Paola Pezzo, una competizione di mountain bike promossa dalla due volte campionessa olimpica della specialità (ad Atlanta nel 1996 e a Sydney nel 2000), dal comune e dall'associazione albergatori di Garda, ha reso la cittadina rivierasca una sorta di piccola capitale della bicicletta. In occasione della manifestazione, ogni anno oltre 3.000 bikers si danno appuntamento a Garda. E comunque gliappassionati della MTB frequentano il lago durante tutto l'anno, tant'è che sono parecchie le strutture alberghiere che hanno allestito spazi per il deposito delle biciclette.
Lungo il territorio comunale si snoda un percorso tracciato proprio da Paola Pezzo. E comunque altri itinerari, tutti dal notevole fascino naturalistico, sono a disposizione degli appassionati della MTB. Ad esempio è interessante l'escursione che recupera una vecchia stradicciola comunale che, diramandosi dal centro storico, risale verso est fino a raggiungere, in mezzo ai boschi della Rocca, il confine col comune di Bardolino, a una quota superiore ai duecento metri. Anche in questo caso si attraversa una porzione di territorio dal considerevole fascino naturalistico. Altro percorso da compiere in mezzo al verde è quello della Val dei Molini , che porta da Garda sino alle colline di Castion Veronese e Marciaga per poi ridiscendere verso il lago. Un terzo tragitto prende avvio nei pressi di villa Carlotti-Canossa, in località Scaveaghe, e risale poi il Monte Luppia sopra punta San Vigilio sino a raggiungere il confine con Torri del Benaco.
Di particolare interesse è poi, in estate, l'iniziativa Bus&Bike, coordinata dall'amministrazione provinciale di Verona, che permette di utilizzare alcuni autobus attrezzati per il deposito di biciclette. I pullman conducono da Garda al Monte Baldo, da dove si può ridiscendere verso il lago attraverso un'ampia scelta di sentieri, tutti altamente spettacolari.

LA VELA


Lo sport velico ha un'importante sviluppo a Garda, grazie anche all'attività della locale sezione della Lega Navale Italiana. In paese opera inoltre un celebre artigiano, Gianni dal Ferro, che ha costruito tra l'altro il "Bribon" la barca di re Juan Carlos di Spagna, che fu a Garda nel 1989 in occasione del varo della sua imbarcazione.
Garda vanta una buona tradizione non solo nel campo della voga tradizionale, ma anche nel settore della vela. Nella cittadina opera infatti un'attivissima sezione della Lega Navale Italiana, che organizza numerose regate veliche durante il corso dell'anno (la più classica delle manifestazioni competitive locali è la "Gardesana", così intitolata in onore alla brezza che soffia di sera, in estate, dalle colline alle spalle del paese). Sono inoltre parecchi i velisti locali che hanno riscosso successi a livello sia nazionale che internazionale.
Nella cittadina opera poi un importante cantiere nautico artigiano, quello di Gianni Dal Ferro, costruttore, tra l'altro, di "Bribon", l'imbarcazione di re Juan Carlos di Spagna, che nel 1989 fu personalmente a Garda per assistere al varo. Dal Ferro è tra l'altro anche l'ideatore delle "gondole" con le quali si disputa a ferragosto il palio delle contrade remiero.

 
 
 
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